Scontri derby, 5 arresti. E il questore indaga sul Fadini strapieno: “Io non ho aperto i cancelli”

Giulianova-Teramo è bollente anche il giorno dopo: in manette tre teramani (anche quello che ha ferito il carabiniere) e due giuliesi. E’ polemica su tribuna e curva stracolme e sulle dichiarazioni del presidente Mucciconi

TERAMO – Come volevasi dimostrare, lo scontro fisico tra fazioni ultrà di Teramo e Giulianova, ieri in via Cupa prima del derby del campionato di Eccellenza del Fadini, ha trovato punizioni cautelari. Il personale della Digos della questura di Teramo, dopo aver visionato a lungo i video diventati virali della maxi rissa seguita all’aggressione da parte dei giuliesi al gruppo di ultrà teramani che si recava allo stadio, hanno identificato e arrestato cinque facinorosi: tre del Teramo – e tra questi anche quello che ha colpito e ferito il maresciallo dei carabinieri (oggi dimesso dall’ospedale di Giulianova con una prognosi di 10 giorni) – e due giuliesi. Per loro la contestazione è di rissa, porto di arma improprio e travisamento, con in più le lesioni per l’aggressore del maresciallo.

Il questore Carmine Soriente lo ha spiegato bene, al fianco del vicequestore aggiunto Alessandro Tolloso, dirigente della Digos e della nuova vicaria Carmela Lucà: una risposta serviva subito anche per approfittare della possibilità che la legge offre per gli arresti in flagranza differita, adesso c’è più calma per individuare il resto dei protagonisti degli scontri a colpi di cinte e bastoni. In totale circa una settantina di teramani e una quarantina di giuliesi.

Ma il derby proseguirà anche sotto altri aspetti. Il questore ha detto di essere rimaso molto seccato di quello che è successo al Fadini, dove il colpo d’occhio ha evidentemente segnalato che qualcosa non è andato nel controllo delle presenze. “Noi ci occupiamo di security – ha detto Soriente – e le società di safety. Voglio capire cosa non è andato rispetto a quanto stabilito nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dove certo non ci andiamno per perdere tempo. E stabiliremo le responsabilità di ciascuno”.

Il riferimento, nemmeno tanto velato, è alla società del Giulianova e alle parole del suo presidente, pronunciate a fine gara all’emittente Radio G. Alessandro Mucciconi di fatto ha dichiarato di essersi sostituito al questore: “Ho preferito aprire i cancelli, per ordine pubblico, perchè non riuscivamo a contenerli tutti – ha detto così ingenuamente non prima di aver entusiasticamente valutato in 5.000 le presenze al Fadini contro le circa 2.700-3.000 autorizzate”. Su questo Soriente ha fatto intendere che aprirà un’indagine perchè, ha risposto a domanda specifica, “nè io nè la mia delegata vicaria qui presente abbiamo autorizzato alcuna apertura di cancelli e tantomeno per problemi di ordine pubblico“.

Se non fosse bastata la conferenza stampa, c’è stato il fuori onda: non esiste che quello che non può essere fatto a Teramo o altrove è possibile a Giulianova. Del caso siamo sicuri se ne debba riparlare anche in Comitato e sullo stesso dovrà prendere posizione anche il prefetto Fabrizio Stelo. Altrimenti inutile convocare la prossima volta anche la stampa oltre ai sindaci per vantarsi di un quadro preventivo che poi presenta falle a partire dal comportamento delle società.

ASCOLTA IL QUESTORE SORIENTE

Leave a Comment